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Le forme di comunicazione

Un argomento molto importante che studio da parecchi anni è la Comunicazione.

Più studio e più capisco che la comunicazione è alla base delle relazioni e che la maggior parte dei problemi scaturisce da una comunicazione errata o male utilizzata.
Questo è solo uno dei primi articoli sulla comunicazione perchè questo argomento è per me davvero importante e desidero curarlo al meglio.
Iniziamo !!!!

L’UOMO utilizza due forme di comunicazione:
LOGICA e ANALOGICA.

La comunicazione Logica di solito è verbale, cioè si serve delle parole.
La comunicazione Analogica è invece per lo più non verbale e sfrutta i gesti, le espressioni, le intonazioni della voce, i rumori, i suoni, gli atteggiamenti corporei ecc…
Agisce cioè in base al principio di analogia, rimandando per associazione di idee a qualcos’altro.

La comunicazione logica ha essenzialmente la funzione di descrivere le cose e di fare delle affermazioni. A questo scopo si serve di un certo numero di simboli (le parole) i cui significati sono stabiliti per convenzione all’interno di un gruppo etnico e culturale.

E’ coordinata da precise regole per la produzione e la comprensione dei messaggi e tali regole sono raggruppate nella grammatica e nella sintassi. Infine il linguaggio logico ha la capacità di esprimere concetti astratti nominando e rappresentando oggetti, momenti, luoghi e persone anche lontani nel tempo e nello spazio e non attinenti al mondo reale.

La comunicazione analogica richiede alcune precisazioni preliminari.
Nel sistema analogico non si può non comunicare.
Per esempio:
Siamo in una sala di attesa e non vogliamo comunicare con altri limitandoci a non parlare. Questa stessa azione esaminata sotto il profilo analogico trasmette comunque qualcosa:
L’atteggiamento del nostro corpo e l’espressione del volto manifestano proprio l’intenzione di non comunicare.

Il legame tra la comunicazione analogica con gli stati emotivi e la sua capacità di comunicare sempre e comunque fanno sì che possa esercitare un effetto nel rapporto con l’altro, influenzandone il comportamento, le reazioni e la sua comunicazione.

Comunicazione logica ed analogica non significano necessariamente e rispettivamente comunicazione verbale o non verbale. Infatti ci sono alcuni aspetti del linguaggio gestuale o non verbale che sono logici, così come esistono aspetti della comunicazione verbale che sono analogici.

 

Forme di linguaggio del corpo

IL LINGUAGGIO DEL CORPO
Avete mai osservato un cane od un gatto?
Agitano la coda, si sfregano contro le gambe, abbassano le orecchie, scodinzolano ecc.. ecc..
Quando osserviamo questi animali fare queste ed altre cose tendiamo a interpretare questi gesti come delle richieste di varia natura e tipologia.

Esempio
“Hanno fame”, “Sono nervosi”, “Vogliono attenzione e carezze”.
La stessa efficacia e la stessa ricchezza comunicativa si ritrova nel linguaggio del corpo umano.

In questi casi gli animali e le persone utilizzano il linguaggio analogico, efficace nel comunicare immediatamente l’esistenza, l’intensità e il carattere di una relazione ma inadatto a fornire indicazioni e informazioni particolareggiate.

I messaggi analogici vengono capiti in base al contesto nel quale vengono espressi. Sempre prendendo come esempio il comportamento del gatto vediamo che ci sono poche differenze nel suo strofinarsi contro le gambe del padrone quando vuole mangiare, uscire, o semplicemente comunicarci che è contento di vederci.

Solo l’ambiente ci fa intuire il “senso” del messaggio.Il contesto fornisce “vocaboli” per trasmettere un “pensiero”. In questo modo, strofinandosi in cucina vuol dire “HO fame”
davanti alla porta di casa “Voglio uscire” (se sono in casa) o “Sono felice di vederti” se sono appena rientrato.

 

LE TRE FUNZIONI PRINCIPALI DELLA COMUNICAZIONE

 

Si comunica con il corpo quando vogliamo:
1) Metterci in relazione con gli altri
(stabilire i limiti nostri e di chi ci sta vicino, il nostro potere.la nostra capacità di influenzare, le nostre simpatie ecc…)

2)Quando siamo soli per confortarci e rassicurarci
(ci tocchiamo , ci grattiamo , ci stiriamo, ci massaggiamo, tutto ciò ci fa rivivere in modo illusorio il momento in cui erano i nostri genitori a fare queste azioni su di noi)

3)Per ridurre uno stato di tensione
(Assumere posizioni particolari durante una conversazione che se modifichiamo non ci fanno più sentire a nostro agio)

Tutto ciò ci rinforza il concetto che gli atti non verbali sono essenzialmente analogici cioè rimandano a qualcos’altro. Ma non è così semplice capire l’analogia.
Vedi il grattarsi (atto riflesso dipendente dal midollo allungato e non dal S.N.C.)

Esempio:
Grattarsi perchè stiamo provando una sensazione di fastidio psicologico.
Per esempio il disagio che diventa fastidio fisico (il prurito).

David Cardano esperto in comunicazione

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